R.J. Palacio – Wonder

12 aprile 2014

Giunti 2013
Euro 9.90

Perché lo consigliamo

Wonder…
Per parlare di questo libro, per prima cosa vorrei soffermarmi sul significato di questa bellissima parola: ‘wonder’. Significa meraviglia, stupore, ma anche cercare, chiedersi… indica allo stesso tempo ciò che ci stupisce e l’azione di stupirsi.

Wonder, ‘una meraviglia’, un ‘prodigio’ è il protagonista di questo libro.
Un ragazzino di nome Auggie, coraggioso, tenace, autoironico, che deve affrontare ogni giorno l’enorme difficoltà di leggere negli occhi degli altri stupore, paura, perfino repulsione per l’aspetto del suo volto, deformato da una grave malattia. Un piccolo grande eroe qualsiasi, descritto con sincera semplicità, senza facili sentimentalismi, senza stereotipi.
Così dirà di Auggie il preside della sua scuola, nel momento della cerimonia di premiazione finale: “ È il più grande colui la cui forza trascina il maggior numero di cuori grazie al richiamo del proprio”

Wonder: chiedersi, stupirsi. È proprio quello che fa il lettore di questo libro. Si meraviglia, si stupisce del coraggio di Auggie, della sua forza, della sua ironia. Ma soprattutto, chi legge questo libro finisce inevitabilmente per interrogarsi. C’è molto che ciascuno di noi può chiedersi sull’accettazione di chi appare diverso, sull’importanza che si dà all’apparenza…

Ecco perché lo consigliamo, con tutto il cuore, ai ragazzi, ma anche agli adulti: una lettura appassionante e coinvolgente e che lascia dentro stupore, meraviglia e anche tante domande.

Un brano
Vi regalo le ultime toccanti parole del libro, quando Auggie torna a casa dopo la premiazione e vede sua madre sorridere felice.

«Grazie per avermi fatto andare a scuola» le ho detto piano.
Lei mi ha stretto forte, attirandomi a sé, si è chinata su di me e mi ha baciato sulla testa.
«Grazie a te, Auggie» mi ha risposto dolcemente.
«Per cosa? »
«Per tutto quello che ci hai dato» ha detto. «Per essere entrato nelle nostre vite. Per essere te».
Si è chinata e mi ha sussurrato all’orecchio. «Sei un prodigio, Auggie. Un vero prodigio».

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