L’università di Tuttomio

17 agosto 2018

Avere per genitori i signori Smirth non è per niente facile. Per loro i valori imprescindibili della vita sono l’avidità, l’egoismo e l’avarizia, e per il piccolo Primo non c’è niente di più sbagliato! L’hanno messo al mondo per essere il loro degno erede, eppure Primo è un bambino gentile, educato, buono… anzi buonissimo!

Per rimediare a questo “inconveniente”, ai signori Smirth viene la brillante idea di iscrivere Primo a una scuola davvero spaventosa: una scuola con insegnanti spietati e compagni di classe terribili e tremendi! Ma esiste un posto del genere?

Certo che sì, è l’Università di Tuttomio! Per il piccolo Primo inizia così un’esperienza incredibile ma, grazie alla sua dolcezza, dimostrerà a tutti come un bambino dalla bontà incorreggibile sia in grado di cambiare anche il mondo che lo circonda…

L’Università di Tuttomio di Fabrizio Silei (Il Castoro Editore, 2017), romanzo finalista al Premio Strega 2018 (nella sezione ragazzi e ragazze categoria +6), è un libro magico e avvincente che, oltre a divertire, riesce nella sempre più difficile impresa di educare con garbo i piccoli lettori a riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. La storia è incredibile, volutamente paradossale, ironica e brillante, ma soprattutto sa ribaltare abilmente la scala dei valori.

E il risultato è esilarante! Si ride dalla prima all’ultima pagina ma si ha tempo anche per riflettere, proprio com’è nella tradizione dei grandi romanzi che s’ispirano a Roald Dahl (autore citato – tra l’altro – nel nome di un ristorante proprio all’inizio di questa pregevole storia).

Fabrizio Silei è riuscito a inventare un protagonista unico nel suo genere, che si discosta dai soliti cliché. Primo è un bambino intelligente, puro, innocente ma mai fintamente vuoto o ottuso. Ed è proprio grazie a queste sue meravigliose qualità, più uniche che rare, che riesce a ribaltare un sistema scolastico e sociale tanto inverosimile quanto bizzarro.

Quella che ci viene raccontata, in fondo, è la storia di quanto sia importante educare tutti (non importa se grandi o piccini), a gesti d’amore capaci di salvare il mondo.

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