La strada pià pericolosa del mondo

27 luglio 2018

La strada più pericolosa del mondo, romanzo scritto da Luca Azzolini (Einaudi Ragazzi, 2018), è la storia vera di tre ragazzini, due fratelli e la loro sorella maggiore, e del viaggio meraviglioso, rischioso e incredibile, che devono compiere per andare a scuola.

Arun ha solo sette anni, Waman appena dieci e Manjula dodici da poco compiuti. Sono nati in una delle più gelide e sperdute valli del Kashmir, la valle dello Zanskar, nell’estremo nord fra India, Pakistan e Cina. E hanno un sogno: andare a scuola.

Arun vuole imparare tante lingue per viaggiare e conoscere il mondo, Waman sogna di diventare ingegnere e creare ponti che rendano la terra un posto migliore, Manjula vuole diventare medico chirurgo e salvare più vite possibili. C’è un solo, grande ostacolo ai loro sogni: la “strada più pericolosa del mondo…”

È la strada che devono percorrere dal villaggio di Zangla per arrivare a quello di Leh, dove si trova la loro scuola: più di cento chilometri a piedi in una terra magica e selvaggia, fra ghiacciai eterni, gelidi fiumi in piena, vento artico e la sconfinata grandezza delle valli del Karakorum e dell’Himalaya. Fra paesaggi incredibili e sfide oltre l’umano, il loro cammino durerà quasi una settimana. È la metafora della vita, la voglia di scoprire se stessi e di raggiungere i propri obiettivi, ma è anche un monito: niente deve essere dato per scontato, né in queste terre né altrove, perché in gioco c’è sempre la vita.

La sfida che questi bambini devono fronteggiare ha in sé qualcosa di eroico e appassionante. È un viaggio evocativo, che motiva, tanto da spingere a tenersi stretti i propri sogni e custodirli con cura, e a non lasciarli andare per nessun motivo al mondo.

Il romanzo riesce inoltre a contraddistinguersi per i diversi livelli di lettura che affronta: può essere letto come un libro di avventura, come un romanzo di formazione, o ancora come una cronaca vera di fatti che realmente accadono, ancora oggi nel 2018.

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